Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

Preghiere




Suor Lucia di Fatima (1907-2005)


Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria



O Vergine Madre di Dio e Madre mia,
al Tuo Cuore immacolato interamente mi consacro
con tutto quello che sono e possiedo.
Prendimi sotto la Tua materna protezione,
difendimi dai pericoli,
aiutami a vincere le tentazioni,
che mi sollecitano verso il male,
e a conservare la purezza del mio corpo e della mia anima.
Sia il Tuo Cuore immacolato il mio rifugio
e il cammino che mi conduce a Dio.
Concedimi la grazia di pregare
e di sacrificarmi per amore di Gesù,
per la conversione dei peccatori
e per riparare i peccati commessi
contro il Tuo Cuore immacolato.
Per mezzo di Te e in unione al Cuore del Tuo Figlio divino
voglio vivere per la gloria della santissima Trinità,
nella quale credo e spero,
la quale adoro e amo.
Amen.





Supplica alla Madonna della Medaglia

miracolosa

 

Da recitare alle 17 del 27 novembre, festa della Medaglia miracolosa,
ogni 27 del mese e in ogni urgente necessità





O Vergine immacolata, noi sappiamo che sempre e ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei Tuoi figli esuli in questa valle di pianto, ma sappiamo pure che vi sono giorni e ore in cui Ti compiaci di spargere più abbondantemente i tesori delle Tue grazie. Ebbene, o Maria, eccoci qui prostrati davanti a Te, proprio in quello stesso giorno e ora benedetta, da Te prescelta per la manifestazione della Tua Medaglia.

 
Noi veniamo a Te ripieni di immensa gratitudine e illimitata fiducia, in quest’ora a Te sì cara, per ringraziarti del gran dono che ci hai fatto dandoci la Tua immagine, affinché fosse per noi attestato d’affetto e pegno di protezione. Noi dunque Ti promettiamo che, secondo il Tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il segno della Tua presenza presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere, seguendo il Tuo consiglio, quanto ci hai amato e ciò che noi dobbiamo fare perché non siano inutili tanti sacrifici Tuoi e del Tuo divin Figlio. Sì, il Tuo Cuore trafitto, rappresentato sulla Medaglia, poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all’unisono col Tuo. Lo accenderà d’amore per Gesù e lo fortificherà per portare ogni giorno la propria croce dietro a Lui. Questa è l’ora Tua, o Maria, l’ora della Tua bontà inesauribile, della Tua misericordia trionfante, l’ora in cui facesti sgorgare, per mezzo della Tua Medaglia, quel torrente di grazie e di prodigi che inondò la terra. Fa’, o Madre, che quest’ora, che Ti ricorda la dolce commozione del Tuo Cuore, la quale Ti spinse a venirci a visitare e a portarci il rimedio di tanti mali, fa’ che quest’ora sia anche l’ora nostra: l’ora della nostra sincera conversione e l’ora del pieno esaudimento dei nostri voti.
 
Tu che hai promesso, proprio in quest’ora fortunata, che grandi sarebbero state le grazie per chi le avesse domandate con fiducia, volgi benigna i Tuoi sguardi alle nostre suppliche. Noi confessiamo di non meritare le Tue grazie, ma a chi ricorreremo, o Maria, se non a Te, che sei la Madre nostra, nelle cui mani Dio ha posto tutte le Sue grazie? Abbi dunque pietà di noi.
 
Te lo domandiamo per la Tua Immacolata Concezione e per l’amore che Ti spinse a darci la Tua preziosa Medaglia. O Consolatrice degli afflitti, che già Ti inteneristi sulle nostre miserie, guarda ai mali da cui siamo oppressi. Fa’ che la Tua Medaglia sparga su di noi e su tutti i nostri cari i Tuoi raggi benefici: guarisca i nostri ammalati, dia la pace alle nostre famiglie, ci scampi da ogni pericolo. Porti la Tua Medaglia conforto a chi soffre, consolazione a chi piange, luce e forza a tutti.
 
Ma specialmente permetti, o Maria, che in quest’ora solenne Ti domandiamo la conversione dei peccatori, particolarmente di quelli che sono a noi più cari. Ricordati che anch’essi sono Tuoi figli, che per essi hai sofferto, pregato e pianto. Salvali, o Rifugio dei peccatori, affinché dopo averti tutti amata, invocata e servita sulla terra, possiamo venirti a ringraziare e lodare eternamente in cielo. Così sia.

Salve, Regina, Mater misericordiae...





Elia

Consacrazione apostolica
al Cuore Immacolato di Maria

 
 
O Cuore Immacolato di Maria,
centro e vertice dell’opera creatrice e salvifica del Padre,
giardino chiuso del Verbo e vivente santuario dello Spirito,
sorgente e modello della vita umana del Figlio di Dio,
rifugio dei peccatori pentiti e instancabile fucina di Santi,
oggi io Ti scelgo come mia dimora spirituale,
perché Tu sia per me fortezza inespugnabile
contro tutti gli attacchi e le seduzioni di Satana e dei suoi servitori.
A Te mi consacro interamente con tutti coloro che il Signore mi ha affidato:
Ti consegno la mia persona, le mie capacità, le mie energie
e quanto mi resta da vivere sulla terra,
mettendomi a Tua completa disposizione
per la realizzazione dei Tuoi piani di salvezza per il mondo,
in vista del Tuo annunciato trionfo
e dell’avvento glorioso di Cristo salvatore.
Quanto più pienamente Ti apparterrò
per vivere più perfettamente da figlio/a di Dio nell’Unigenito,
tanto più mi preserverai con i miei cari
dalla prova che deve purificare l’umanità peccatrice
e preparare la Chiesa terrena all’incontro con lo Sposo.
Radicami sulla Roccia della fede stabilita da Tuo Figlio
e fa’ di me un(’)ardente apostolo/a degli ultimi tempi
per la conversione e la salvezza di tante anime smarrite.
Istruiscimi con la pura dottrina trasmessaci fin dall’inizio,
donami le grazie necessarie per praticarla con la santità di vita
e insegnami a corrispondere ad esse con tutto me stesso/a.
Assimila sempre più il mio cuore a Te
perché sia conformato a quello di Gesù
e la mia anima, inabitata dalla Trinità santissima,
divenga, come Te, figlia, sposa e madre dell’Altissimo,
a eterna lode e gloria del Dio uno e trino,
che spero di godere e contemplare con Te
per i secoli dei secoli. Amen!

San Pietro, Vicario di Cristo e Roccia della Chiesa, prega per noi!

Salve, Regina, Mater misericordiae...




 
 
 
Elia
 
Suscipe, Domine

 

 
Accetta, Signore, tutta la mia libertà. Prendi la mia memoria, il mio intelletto e tutta la mia volontà. Tutto quello che ho e possiedo, Tu me lo hai dato: a Te tutto io rendo. È tutto Tuo, fanne quello che vuoi. Dammi solo l’amore di Te e la Tua grazia, perché questo mi basta (sant’Ignazio di Loyola).
Suscita, Signore, un manipolo di valorosi, chierici, religiosi e laici, che pronuncino questo atto di offerta in tutta verità sopra il Tuo santo altare per mettersi a Tua completa disposizione con volontà assoluta, senza condizioni, per la sola Tua gloria e la salvezza delle anime redente dal Tuo Sangue prezioso, liberi da qualsiasi interesse personale e da rispetto umano per chiunque si opponga al Tuo volere, sprezzando ogni pericolo con l’ardore di chi, bramando una ricompensa eterna in cielo, è pronto anche al martirio, se a Te piacesse concedergli quella grazia sublime.
Infiamma il loro cuore, o nostro Re, con il fuoco divino del Tuo Santo Spirito, perché la loro parola ardente distrugga i vani sofismi di chi serve miseramente il mondo e incendi altri cuori desiderosi di seguirti, ma ancora timidi ed esitanti per le vuote minacce con cui gli accoliti di Satana tentano di dissuadere dal suo santo proposito chi cerca sinceramente il bene. Infondi in loro la luce della Tua verità, perché siano capaci di renderle coraggiosa e ferma testimonianza: dinanzi a quanti ancora non han perso l’uso di ragione, per confortarli e spronarli; a quanti si dedicano a spargere l’errore, per confutarli e zittirli.
Unica loro arma sia la Tua Parola santa nella Sacra Scrittura, nel dogma e nel catechismo, con cui distribuire fendenti a destra e a manca, spezzando le catene dell’ignoranza e recidendo i rovi dell’ignavia. Il loro parlare, quale spada affilata, trafigga i cuori ostinati, scuota quelli indolenti, inchiodi i perversi. Non abbiano timore di scandalizzare gli indecisi: non c’è più tempo per temporeggiare; chi non salta sull’unica scialuppa di salvezza quando passa, sarà travolto dall’alluvione di fango e sterco che sta irrompendo sul mondo incredulo e corrotto.
Exsurge, Domine, et discerne causam tuam! Finché non sarai intervenuto, non smetteremo di gridare a Te: sorgi, Signore, e definisci la Tua causa, perché è Tua! Contro di Te sono insorti i re della terra per congiurare insieme, contro di Te le genti vaneggiano nei loro pensieri, contro di Te i fanatici fan scorrere a fiumi il sangue dei Tuoi fedeli… I Tuoi nemici sono penetrati nel Tuo santuario, hanno profanato il Tuo santo tempio, stanno devastando la Tua vigna diletta. Come puoi restare a guardare? È la Tua Sposa che stanno violentando! Sorgi una buona volta!
Fino a quando, Redentore, urleremo e non ascolterai? Sì, troppo pochi son quelli che osano gridare e piangono i peccati propri e altrui; troppo pochi son quelli che pregano incessantemente e fanno penitenza. Ricevi allora, o nostro Salvatore, l’oblazione totale del nostro essere, per quanto povera e imperfetta, mediante il dono irreversibile della nostra volontà. Che la Vergine del fiat, Madre nostra perché Tua, perfezioni quest’offerta e Te la porga con le Sue mani immacolate, così che ridiscenda su di noi trasformata nelle grazie che con tanta insistenza Ti chiediamo.
 
 


San Pietro Canisio (1521-1597), Dottore della Chiesa

Preghiera per conservare la vera fede
 

Professo davanti a Voi la mia fede, Padre e Signore del cielo e della terra, mio Creatore e Redentore, mia forza e mia salvezza, che fin dai miei più teneri anni non avete cessato di nutrirmi col sacro pane della Vostra Parola e di confortare il mio cuore. Affinché non vagassi errando con le pecore traviate che sono senza Pastore, Voi mi raccoglieste nel seno della Vostra Chiesa; raccolto, mi educaste; educato, mi conservaste istruendomi con la voce di quei Pastori nei quali volete essere ascoltato e obbedito, come di persona, dai vostri fedeli.

Confesso ad alta voce per la mia salvezza tutto quello che i cattolici hanno sempre a buon diritto creduto nel loro cuore. Ho in abominio Lutero, detesto Calvino, maledico tutti gli eretici; non voglio avere nulla in comune con loro, perché non parlano né sentono rettamente, e non posseggono la sola regola della vera Fede propostaci dall’unica, santa, cattolica, apostolica e romana Chiesa. Mi unisco invece nella comunione, abbraccio la fede, seguo la religione e approvo la dottrina di quelli che ascoltano e seguono Cristo, non soltanto quando insegna nelle Scritture ma anche quando giudica per bocca dei Concili ecumenici e definisce per bocca della Cattedra di Pietro, testificandola con l’autorità dei Padri. Mi professo inoltre figlio di quella Chiesa romana che gli empi bestemmiatori disprezzano, perseguitano e abominano come se fosse anticristiana; non mi allontano in nessun punto dalla sua autorità, né rifiuto di dare la vita e versare il sangue in sua difesa, e credo che i meriti di Cristo possano procurare la mia o l’altrui salvezza solo nell’unità di questa stessa Chiesa.

Professo con franchezza, con san Girolamo, di essere unito con chi è unito alla Cattedra di Pietro e protesto, con sant’Ambrogio, di seguire in ogni cosa quella Chiesa romana che riconosco rispettosamente, con san Cipriano, come radice e madre della Chiesa universale. Mi affido a questa Fede e dottrina che da fanciullo ho imparato, da giovane ho confermato, da adulto ho insegnato e che finora, col mio debole potere, ho difeso. A far questa professione non mi spinge altro motivo che la gloria e l’onore di Dio, la coscienza della verità, l’autorità delle Sacre Scritture canoniche, il sentimento e il consenso dei Padri della Chiesa, la testimonianza della Fede che debbo dare ai miei fratelli e infine l’eterna salvezza che aspetto in Cielo e la beatitudine promessa ai veri fedeli.

Se accadrà che a causa di questa mia professione io venga disprezzato, maltrattato e perseguitato, lo considererò una straordinaria grazia e favore, perché ciò significherà che Voi, mio Dio, mi date occasione di soffrire per la giustizia e perché non volete che mi siano benevoli quegli uomini che, come aperti nemici della Chiesa e della verità cattolica, non possono essere vostri amici. Tuttavia perdonate loro, Signore, poiché, o perché istigati dal demonio e accecati dal luccichio di una falsa dottrina, non sanno quello che fanno, o non vogliono saperlo.

Concedetemi comunque questa grazia, che in vita e in morte io renda sempre un’autorevole testimonianza della sincerità e fedeltà che debbo a Voi, alla Chiesa e alla verità, che non mi allontani mai dal vostro santo amore e che io sia in comunione con quelli che vi temono e che custodiscono i vostri precetti nella santa romana Chiesa, al cui giudizio con animo pronto e rispettoso sottometto me stesso e tutte le mie opere. Tutti i santi che, o trionfanti nel Cielo o militanti in terra, sono indissolubilmente uniti col vincolo della pace nella Chiesa Cattolica, esaltino la vostra immensa bontà e preghino per me. Voi siete il principio e il fine di tutti i miei beni; a Voi sia in tutto e per tutto lode, onore e gloria sempiterna.San Pietro Canisio: preghiera per conservare la vera fede was last modified: gennaio 13th, 2016 by redazionSan Pietro Canisio: preghiera per conservare la vera fede was last modified: gennaio 13th, 2016 by redazione
 

 
San Luigi Maria Grignion de Montfort (1673-1716)

Preghiera infuocata

Al Padre

[1] Ricordati, Signore, della comunità che ti sei acquistato nei tempi antichi (1). L’hai posseduta nel tuo spirito fin dall’eternità, quando rivolgevi ad essa il pensiero. L’hai posseduta nelle tue mani, quando traevi dal nulla l’universo. L’hai posseduta nel cuore, quando il tuo amato Figlio, morendo in croce, la consacrava irrigandola con il proprio sangue e l’affidava alla sua santa Madre.

[2] Signore, realizza i tuoi progetti di misericordia. Suscita gli uomini della tua destra (2), che hai mostrato in visioni profetiche ad alcuni dei tuoi più grandi servi: san Francesco di Paola, san Vincenzo Ferreri, santa Caterina da Siena e tanti altri del secolo scorso e anche del nostro (3).

[3] Ricordati, Dio onnipotente, di questa compagnia! Impegna la forza del tuo braccio non certo affievolito (4), per farla nascere e giungere alla perfezione. Rinnova i segni e compi altri prodigi (5); fa’ che sentiamo l’aiuto del tuo braccio. Tu che puoi trarre da pietre grezze altrettanti figli di Abramo (6), pronuncia una sola parola divina e manda buoni operai alla tua messe (7) e buoni missionari alla tua Chiesa.

[4] Ricordati, Dio misericordioso, dell’amore dimostrato anticamente al tuo popolo e per lo stesso amore ricordati di questa congregazione. Ricordati delle ripetute promesse, da te fatte per mezzo dei profeti e del tuo stesso Figlio, di esaudire le nostre giuste domande. Ricordati delle preghiere a te rivolte dai tuoi servi e serve nel corso di tanti secoli a questo proposito. Le loro aspirazioni, le loro lacrime accorate e il loro sangue versato si presentino a te per sollecitare efficacemente la tua misericordia. Ma ricordati soprattutto del tuo amato Figlio: guarda il volto del tuo consacrato (8). La sua agonia, il suo turbamento, il suo gemito d’amore nel giardino degli ulivi quando disse: Quale vantaggio dalla mia morte? (9), il suo supplizio crudele e il suo sangue versato ti chiedono a gran voce: misericordia! Per mezzo di questa congregazione possa il regno di Cristo innalzarsi stabile sulle rovine di quello dei tuoi nemici.

[5] Ricordati, Signore, di questa comunità per compiere la tua giustizia. È tempo che tu agisca, secondo la tua promessa. Hanno violato la tua legge (10), è stato abbandonato il tuo vangelo, torrenti di iniquità dilagano sulla terra e travolgono perfino i tuoi servi. Tutta la terra si trova in uno stato deplorevole (11), l’empietà siede in trono, il tuo santuario è profanato e l’abominio è giunto nel luogo santo (12). Signore, Dio giusto, lascerai nel tuo zelo che tutto vada in rovina? Tutto diverrà alla fine come Sodoma e Gomorra? Continuerai sempre a tacere e sempre pazienterai? La tua volontà non deve compiersi in terra come in cielo, e non deve stabilirsi il tuo regno? Non hai rivelato, già da tempo, a qualcuno dei tuoi amici un futuro rinnovamento della Chiesa? Non devono gli Ebrei riconoscere la verità? Tutto questo attende la Chiesa. Tutti i santi del cielo gridano: non farai giustizia? (13). Tutti i giusti della terra implorano: Amen. Vieni, Signore! (14). Tutte le creature, anche le meno sensibili, gemono (15) sotto il peso degli innumerevoli delitti di Babilonia e invocano la tua venuta che restauri ogni cosa.

Al Figlio

[6] Ricordati, Signore Gesù, della tua comunità! Ricordati di dare a tua Madre una nuova Compagnia per rinnovare ogni cosa. Così, per mezzo di Maria, concluderai gli anni della grazia, che hai inaugurato per mezzo di lei. Da’ figli e servi a tua Madre, altrimenti fammi morire! (16). Per tua Madre io ti prego. Ricordati di lei che ti ha generato (17), e non mi respingere. Ricordati di chi sei figlio, ed esaudiscimi. Ricorda che cosa tua Madre è per te e tu per lei, e appaga i miei desideri. Che cosa ti chiedo? Ti chiedo ciò che tu puoi, anzi ­ oso affermare ­ devi concedermi, quale vero Dio, cui è stato dato ogni potere in cielo e in terra (18), e quale figlio esemplare che ama immensamente sua Madre.

[7] Che cosa ti chiedo? Liberos! Sacerdoti liberi secondo la tua libertà, svincolati da tutto, distaccati da padre, madre (19), fratelli, sorelle, parenti secondo la carne, amici secondo il mondo; senza beni, impedimenti e preoccupazioni, perfino senza attaccamento alla propria volontà (20).

[8] Liberos!Uomini totalmente dedicati a te per amore e disponibili al tuo volere, uomini secondo il tuo cuore. Non deviati né trattenuti da progetti propri, realizzino tutti i tuoi disegni e abbattano tutti i tuoi nemici, come novelli Davide con in mano il bastone della Croce e la fionda del rosario (21).

[9] Liberos!Uomini simili a nubi elevate da terra e sature di celeste rugiada, pronte a volare dovunque le spinga il soffio dello Spirito Santo. I profeti hanno visto anche loro quando si chiedevano: Chi sono quelli che volano come nubi? (22).Andavano là dove lo Spirito li dirigeva (23).

[10] Liberos!Persone sempre a tua disposizione, sempre pronte a obbedirti alla chiamata dei superiori, come Samuele: Eccomi! (24), sempre pronte a correre e tutto sopportare con te e per te, come gli Apostoli: Andiamo anche noi a morire con lui! (25).

[11] Liberos!Veri figli di Maria, tua santa Madre, concepiti e generati dal suo amore (26), da lei portati in grembo, nutriti, educati con cura, sostenuti e arricchiti di grazie.

[12] Liberos!Veri servi della santa Vergine. Come san Domenico, andranno dappertutto con la torcia luminosa e ardente del Vangelo nella bocca e il Rosario in mano. Abbaieranno come cani, incendieranno come fiaccole, rischiareranno le tenebre del mondo come il sole (27). Avranno una vera devozione a Maria, cioè interiore e non ipocrita, esteriore e non ipercritica, saggia e non superstiziosa, affettuosa e non insensibile, costante e non instabile, santa e non presuntuosa. Per mezzo di essa schiacceranno la testa dell’antico serpente dovunque andranno, perché si realizzi pienamente la maledizione da te predetta: Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa (28).

[13] È vero, gran Dio! Come tu hai predetto, il demonio tenderà grandi insidie al calcagno di questa misteriosa donna, cioè alla piccola compagnia dei suoi figli, che verranno sul finire del mondo. Ci saranno grandi inimicizie tra questa stirpe benedetta di Maria e la razza maledetta di Satana; ma si tratterà di inimicizia totalmente divina, l’unica di cui tu sei l’autore. Le lotte e persecuzioni che la progenie di Belial (29) muoverà ai discendenti di tua Madre serviranno solo a far meglio risaltare quanto efficace sia la tua grazia, coraggiosa la loro virtù e potente tua Madre. A lei infatti hai affidato fin dall’inizio del mondo l’incarico di schiacciare con il calcagno e l’umile cuore la testa di quell’orgoglioso.

[14] Altrimenti fammi morire! Mio Dio, non è meglio per me morire piuttosto che vederti ogni giorno così crudelmente e impunemente offeso e trovarmi sempre più nel pericolo di venire travolto dai torrenti di iniquità che ingrossano? Preferirei mille volte la morte! Mandami un aiuto dal cielo, o toglimi la vita! Se non avessi la speranza che presto o tardi finirai con l’esaudire questo povero peccatore nell’interesse della tua gloria, come hai esaudito tanti altri (30), ti pregherei senza esitare con un profeta: Prendi la mia vita! (31) Ma la fiducia nella tua misericordia mi spinge a dichiarare con un altro profeta: Non morirò, resterò in vita e annuncerò le opere del Signore (32), fino a quando potrò esclamare con Simeone: Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace… perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza (33).

Allo Spirito Santo

[15] Spirito Santo, ricordati di generare e formare figli di Dio con Maria, tua santa e fedele sposa. Hai formato in lei e con lei il capo degli eletti, perciò con lei e in lei devi formare tutte le sue membra. Tu non generi nessuna Persona divina in seno alla divinità, ma soltanto tu formi tutte le persone divine fuori della divinità. Tutti i santi del passato e del futuro sino alla fine del mondo sono opere del tuo amore unito a quello di Maria.

[16] Il regno speciale di Dio Padre è durato fino al diluvio e si è concluso con un diluvio d’acqua. Il regno di Gesù Cristo è terminato con un diluvio di sangue. Ma il tuo regno, Spirito del Padre e del Figlio, continua tuttora e finirà con un diluvio di fuoco d’amore e di giustizia (34).

[17] Quando verrà questo diluvio di fuoco del puro amore, che devi accendere su tutta la terra in modo così dolce e veemente da infiammare e convertire perfino i musulmani, i pagani e gli Ebrei? Nulla si sottrae al suo calore (35). Si accenda dunque questo divino fuoco, che Gesù Cristo è venuto a portare sulla terra (36), prima che divampi quello della tua ira, che ridurrà in cenere tutta la terra.

[18] Mandi il tuo Spirito e tutti sono creati, e rinnovi la faccia della terra (37). Invia sulla terra questo Spirito tutto fuoco e crea sacerdoti tutto fuoco! Dal loro ministero sia rinnovato il volto della terra e riformata la tua Chiesa. Ricordati della tua comunità. È una congregazione, un’assemblea, un gruppo di prescelti nel mondo e dal mondo: Io vi ho scelti dal mondo (38). È un gregge di agnelli mansueti da radunare fra tanti lupi (39), una compagnia di caste colombe e di aquile reali fra tanti corvi, uno sciame d’api fra tanti calabroni, un branco di agili cervi fra tante tartarughe, una torma di intrepidi leoni fra tante timide lepri. Signore, raccoglici di mezzo ai popoli (40), radunaci, rendici uniti, perché sia pienamente glorificato il tuo nome santo e potente.

[19] Tu hai predetto questa insigne compagnia al tuo profeta, che ne parla in termini molto oscuri e misteriosi, ma totalmente divini:

10. Una pioggia volontaria, o Dio, mettesti a parte per la tua eredità. Questa era esausta, ma tu l’hai rinvigorita.

11. I tuoi animali abitarono in essa. Nella tua bontà, o Dio, hai provveduto al povero.

12. Il Signore darà la parola a quelli che annunziano la lieta notizia con grande forza.

13. Il re delle schiere è a favore del popolo prediletto e le donne, ornamento della casa, già spartiscono il bottino.

14. Quando vi riposate fra le greggi siete come colombe dalle ali argentate e dalle piume dal color dell’oro.

15. Quando il re del cielo sbaragliò i re di Canaan, nevicava sul monte Selmon.

16. Montagna fertile è il Monte di Dio, Montagna compatta e lussureggiante.

17. Perché invidiate, monti dalle alte cime, la montagna che Dio ha scelto per sua dimora? Il Signore vi abiterà per sempre!(41).

[20] Che cos’è, Signore, questa pioggia volontariache hai separata e scelta per rinvigorire la tua eredità esausta? Non sono forse questi santi missionari, figli di Maria tua sposa, che tu devi scegliere e radunare per il bene della tua Chiesa così indebolita e macchiata dai peccati dei suoi figli?

[21] Chi sono questi animali e questi poveri, che abiteranno nella tua terra e saranno nutriti dai cibi dolci che hai loro preparato? Non sono forse questi missionari poveri, abbandonati alla Provvidenza e saziati dall’abbondanza delle tue delizie (42)? Non sono essi i misteriosi animali di cui parla Ezechiele? (43). Avranno l’umanità dell’uomo per la loro carità disinteressata e benefica verso il prossimo; il coraggio del leone per il loro santo sdegno e lo zelo ardente e prudente contro i demòni, figli di Babilonia; la forza del bue per i loro lavori apostolici e la mortificazione contro la carne, e infine l’agilità dell’aquila per la loro contemplazione in Dio. Tali saranno i missionari che tu vuoi mandare nella tua Chiesa. Essi avranno un occhio d’uomo per il prossimo, un occhio di leone per i tuoi nemici, un occhio di bue per se stessi e un occhio d’aquila per te.

[22] Questi imitatori degli Apostoli predicheranno con grande forza (44), così grande e strepitosa da scuotere tutti gli animi e i cuori dovunque si recheranno. Ad essi infatti darai la tua parola, anzi la tua lingua e sapienza, a cui nessun avversario potrà resistere (45).

[23] In qualità di Re delle virtù di Gesù Cristo prediletto, troverai le tue compiacenze fra questi prediletti, poiché in ogni loro missione essi avranno l’unico scopo di attribuire a te la gloria dei trofei riportati sui tuoi nemici.

[24] Per l’abbandono alla Provvidenza e la devozione a Maria, avranno le ali argentate della colomba, cioè la purezza di dottrina e di vita. Avranno anche spalle color d’oro, cioè una perfetta carità verso il prossimo per tollerarne i difetti e un grande amore a Gesù Cristo per portarne la croce.

[25] Soltanto tu, come Re dei cieli e Re dei re, separerai dalla massa questi missionari come altrettanti re per renderli più bianchi della neve del Selmon, la montagna di Dio, fertile e lussureggiante, solida e compatta, dove Dio mirabilmente si compiace, risiede e dimorerà per sempre. Signore, Dio di verità, chi è questa misteriosa montagna di cui riveli tante cose mirabili, se non Maria, tua cara Sposa? Lei è la montagna che tu hai eretto sulla cima dei monti più alti (46), le sue fondamenta sono sui monti santi (47). Beati, molto beati, i sacerdoti da te prescelti e destinati a dimorare con te su questa montagna fertile e santa. Qui essi diventeranno re per l’eternità con il distacco dalla terra e l’elevazione in Dio. Diverranno più bianchi della neve perché uniti a Maria, tua sposa totalmente bella, pura e immacolata. Saranno arricchiti della rugiada del cielo e dell’abbondanza della terra (48), di ogni benedizione temporale ed eterna di cui Maria è ricolma. Dall’alto di questa montagna, come Mosè, con le loro ardenti preghiere scaglieranno frecce contro i nemici per abbatterli o convertirli (49). Su questa montagna impareranno dalla bocca stessa di Gesù Cristo, che sempre vi dimora, il significato delle otto beatitudini. Su questa montagna di Dio saranno trasfigurati con Cristo come sul Tabor, moriranno con lui come sul Calvario, ascenderanno al cielo con lui come sul monte degli ulivi.

[26] Ricordati della tua comunità. A te solo spetta costituire questa comunità con la tua grazia. Se l’uomo per primo vi porrà mano, non se ne farà nulla; se vi metterà qualcosa di suo, rovinerà e sconvolgerà tutto. Dio grande, è compito esclusivamente tuo! Realizza quest’opera del tutto divina. Raccogli, chiama, raduna da ogni parte del tuo regno i tuoi eletti per farne un corpo d’armata contro i tuoi nemici.

[27] Guarda, Signore, Dio degli eserciti! I capitani mobilitano intere compagnie, i sovrani arruolano armate numerose, i navigatori formano flotte complete, i mercanti si affollano nei mercati e nelle fiere. Quanti ladri, empi, ubriaconi e dissoluti si raggruppano in gran numero ogni giorno con tanta facilità e prontezza contro di te! Basta dare un fischio, battere un tamburo, mostrare la punta smussata di una spada, promettere un ramo secco di alloro, offrire un pezzo di terra gialla o bianca! Basta insomma prospettare una voluta di fumo d’onore, un interesse da nulla e un misero piacere animalesco… e in un istante si riuniscono i ladri, si ammassano i soldati, si congiungono i battaglioni, si assembrano i mercanti, si riempiono le case e le fiere, e si coprono la terra e il mare di un’innumerevole moltitudine di perversi! Benché divisi fra loro a causa della distanza di luogo o della differenza di carattere o della diversità d’interesse, si uniscono tutti insieme fino alla morte per muoverti guerra sotto la bandiera e la guida del demonio.

[28] E quanto a te, gran Dio? Non ci sarà quasi nessuno che prenda a cuore la tua causa anche se nel servirti c’è tanta gloria, utilità e dolcezza? Perché così pochi soldati sotto la tua bandiera? Quasi nessuno griderà in mezzo ai suoi fratelli, per lo zelo della tua gloria, come san Michele: Chi è come Dio?(50). Lasciami allora gridare dappertutto: Al fuoco! al fuoco! al fuoco!… Aiuto! aiuto! Aiuto!…Al fuoco nella casa di Dio! Al fuoco nelle anime! Al fuoco perfino nel santuario… Aiuto! stanno assassinando il nostro fratello!… Aiuto! stanno sgozzando i nostri figli!… Aiuto! stanno pugnalando il nostro buon padre!… (51).

[29] Chi sta con il Signore, venga da me! (52). Tutti i buoni sacerdoti sparsi nel mondo cristiano, sia che si trovino tuttora in pieno combattimento o si siano ritirati dalla mischia nei deserti e nelle solitudini, vengano e si uniscano a noi (53). Formiamo insieme, sotto la bandiera della Croce, un esercito schierato e pronto alla battaglia, per attaccare compatti i nemici di Dio che han già dato l’allarme: Suonano l’allarme, fremono (54), digrignano i denti (55), sono sempre più numerosi (56). «Spezziamo le loro catene, gettiamo via i loro legami». Se ne ride chi abita i cieli, li schernisce dall’alto il Signore (57).

[30] Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano! (58). Svégliati, perché dormi, Signore? Dèstati! (59). Signore, alzati! Perché fingi di dormire? Alzati con tutta la tua onnipotenza, misericordia e giustizia. Fórmati una compagnia scelta di guardie del corpo per proteggere la tua casa, difendere la tua gloria e salvare le anime, affinché ci sia un solo ovile e un solo pastore (60) e tutti possano glorificarti nel tuo tempio (61). Amen.

DIO SOLO!

Note

(1) Sal74, 2.

(2) Nella Bibbia, la mano destra è simbolo sia della potenza di Dio, di cui l’uomo può essere strumento, sia del favore e della benedizione che Dio concede ai suoi amici.

(3) Nel Trattato della vera devozione a Maria (nn. 47-48), il Montfort riporta le testimonianze mistiche di san Vincenzo Ferrer († 1419) e di Maria des Vallées († 1656). Anche san Francesco di Paola († 1507) parla nelle sue lettere di una congregazione di crociferi che porterà molti frutti alla Chiesa (cf. Cornelio a Lapide, In Apocalypsim,17, alla fine). Santa Caterina da Siena († 1380) riferisce le comunicazioni divine circa la «rinnovazione ed esaltazione della Chiesa, la quale deve avere nel tempo a venire» (Lettere, Firenze 1940, III, 267), attraverso «la reformazione di santi e buoni pastori» (Dialogo della Divina Provvidenza, Roma 1968, 33). Fra i contemporanei del Montfort è da ricordare Olier († 1657), che chiede al Signore di suscitare «persone che rinnovino l’ordine divino dei pastori»(Mémoires autobiographiques).

(4) Cf. Is 59, 1. (5) Sir 36, 6. (6) Cf.Mt 3, 9; Lc 3, 8. (7) Mc 10, 2. (8) Sal 84, 10. (9)Sal 30, 10. (10) Sal 119, 126. (11) Cf. Ger 12, 11. (12) Cf. Mt 24, 15. (13) Cf. Ap 6, 10. (14)Ap 22, 20. (15) Cf. Rm 8, 22.

(16) Cf. Gen30, 1. Il Montfort cita a questo punto la frase latina Da Matri tuae liberos alioquin moriar (Gn 30, 1) e la commenta insistendo sulla parola liberos che ripete sei volte all’inizio di ogni numero dal 7 al 12. Il termine latino liber (all’accusativo plurale liberos) ha un duplice significato: come aggettivo vuol dire libero, non servo; come sostantivo vuol dire figlio. I Romani chiamavano liberi i figli precisamente per distinguerli dai servi. Con il termine liberos la preghiera del Montfort esprime anch’essa una duplice intenzione: domanda a Dio missionari che siano liberi (nn. 7-10), ma che siano allo stesso tempo figli di Maria (nn. 11-12).

(17) Cf. Lc11, 27. (18) Mt 28, 18.

(19) Cf. Eb7, 3. Di Melchisedech, re e sacerdote, la lettera agli Ebrei dice che egli è «senza padre, senza madre, senza genealogia» (Eb 7, 3).

(20) Cf. Mc10, 29; Lc 14, 26.

(21) In baculo cruce et in virga virgine (cf. Nm 17, 23; 1 Sam 17, 43; S. Pier Damiani, Sermo in Assumptionem: PL 144, 721).

(22) Is60, 8; cf. Trattato della vera devozione a Maria, 57.

(23) Ez1, 12. (24) 1 Sam 3, 16. (25) Gv 11, 16.

(26) Cf. S. Agostino, De sancta virginitate,6, 6: PL 40, 399: «Maria è senza alcun dubbio madre delle sue membra, che siamo noi, nel senso che ha cooperato mediante l’amore a generare alla Chiesa dei fedeli, che formano le membra di quel capo».

(27) Cf. Giordano di Sassonia, Libellus de principiis ordinis praedicatorum, Roma 1935. Si accenna qui ai presagi celesti che avrebbero preceduto la nascita di san Domenico di Guzman: la madre sognò di portare in seno un cagnolino con una fiaccola accesa in bocca che infiammava tutto il mondo (cf. Enciclopedia Cattolica, Città del Vaticano 1825).

(28) Gen3, 15. (29) Cf 2 Cor 6, 15.

(30) Sal34, 7: «Questo povero grida e il Signore lo ascolta».

(31) 1 Re 19, 4. (32) Sal 118, 17. (33) Lc 2, 29-30.

(34) L’immagine dei tre diluvi si trova in una rivelazione di Maria des Vallées, riportata dal Renty (ms. 3177, Bibl. Mazarine), che Montfort cita in Trattato della vera devozione a Maria, 47. Il Montfort aggiunge ai tre diluvi l’idea di tre regni, rendendo più positiva la visione in negativo di Maria des Vallées (cf. S. De Fiores, Lo Spirito Santo e Maria negli ultimi tempi secondo S. Luigi Maria da Monftort, in Quaderni Monfortani, 4 [1986], 3-48).

(35) Sal 19, 7.

(36) Cf. Lc12, 49.

(37) Cf. Sal104, 30. Nella precedente edizione delle Opere la preghiera che qui il Montfort esprime con le parole del salmo 104 concludeva il n. 18 della Preghiera infocata. Qui, invece, si è preferito metterla all’inizio del n. 19 a motivo del suo contenuto.

(38) Gv15, 19.

(39) Cf. Lc10, 3.

(40) Sal105, 47.

(41) Sal68, 10-17. Nei numeri seguenti (20-25) il Montfort commenta il salmo 68 secondo il testo della Volgata. Il salmo 68 «è tra i più difficili del Salterio» (M. Sales). Il Montfort lo commenta nei numeri seguenti (20-25) attenendosi alla versione della Volgata, che offre spesso una plausibile interpretazione del testo ebraico. Per questo motivo la nostra traduzione del Salmo si discosta da quella della C.E.I. (che rimane una delle possibili letture del testo). Più profondamente il Montfort percepisce la dinamica e i contenuti del salmo 68. Egli «condivide con il salmista una lettura della storia della salvezza intesa quale ricerca di una dimora per Dio e poi per il popolo. La storia del Dio che interviene per procurarsi una dimora si dirige ora verso Maria, Salmôn della nuova economia» (M. Zappella, Il Salmo 68 e la Preghiera infuocata. Annotazioni esegetiche, in Quaderni Montfortani, 4 [1986], 116).

(42) Cf. Sal 35, 9. (43) Cf Ez 1, 5-14.

(44) All’espressionevirtute multa del salmo 68 il Montfort aggiunge virtute magna di At4, 33.

(45) Cf Lc 21, 15. (46) Is 2, 2. (47) Sal87, 1. (48) Cf Gen 27, 28. (49) Cf Es 17, 8­13.

(50) Cf. S. Gregorio Magno, Homiliae in Evangelia, 34: PL 125, 1. Il Montfort attinge direttamente da Olier, Lettres, Paris 1885, II, 576.

(51) Il Montfort prende lo spunto per gridare Al fuoco! da un testo di san Giovanni Eudes (Lettre 39 [23-7-1659], in Oeuvres complete, X, 432), ma con sviluppi o accentuazioni proprie.

(52) Es 32, 26.

(53) Vis unita fit fortior.

(54) Cf Sal 45, 4; 2, 1. (55) Cf Sal 34, 14. (56) Cf Sal 68, 5. (57) Sal 2, 3-4. (58) Sal 67, 1. (59)Sal 43, 24. (60) Gv 10, 16. (61) Cf Sal 28, 9.

3 commenti: